Come arrivo al Parco Chobe?

E sceglie il Nord

Come arrivo al Chobe?

Terra di grandi pianure e terra dei grandi fiumi, dal Kunene al Kavango, dallo Zambesi al Kwando, la regione dell’Owamboland e Zambesi Region, ex Caprivi, la Namibia del Nord è una terra che poco ha a che fare con la Namibia che tutti si immaginano.

Dai km e km senza incontrare persone nel Sud, ai tantissimi villaggi e alle tante persone che si incontrano a Nord.
Qui vivono gli Owambo e gli Twana, le maggiori etnie che compongono il variegato universo della Namibia, qui si incontra l’Africa che si ha nell’immaginario, quella degli uomini, dei mercati, dei villaggi tipici degli Owambo, delle mandrie di mucche e capre e dei campi coltivati a mais e orzo.

Il viaggio verso il Botswana passa da Rundu, popolosa città capoluogo del Kavango, animato centro di allevamento bovino.

A Kongola si può soggiornare nel Lodge che ha vinto più premi per Turismo eco sostenibile: Nkasa Lupala Tented Lodge, luogo incantato e gestito da una coppia di giovani italiani.

La via procede verso il Chobe, dopo aver fatto frontiera con il Botswana.
Famoso per ospitare enormi mandrie di elefanti, il Parco Nazionale Chobe è un’oasi selvaggia che offre tra i migliori safari e avvistamenti di tutta l’Africa. Scoperto da Livingstone a metà del 1800, fu in passato, una meta ambita dai cacciatori; oggi conta una popolazione di 60.000 elefanti, grandi mandrie di bufali e alcuni dei più grandi branchi di leoni di tutta l’Africa (fino a 30 esemplari in alcuni casi), ippopotami e antilopi nere.

La via procede verso il Chobe, dopo aver fatto frontiera con il Botswana.
Famoso per ospitare enormi mandrie di elefanti, il Parco Nazionale Chobe è un’oasi selvaggia che offre tra i migliori safari e avvistamenti di tutta l’Africa. Scoperto da Livingstone a metà del 1800, fu in passato, una meta ambita dai cacciatori; oggi conta una popolazione di 60.000 elefanti, grandi mandrie di bufali e alcuni dei più grandi branchi di leoni di tutta l’Africa (fino a 30 esemplari in alcuni casi), ippopotami e antilopi nere.

Per chi ha giorni a disposizione e soldini da spendere consiglio di deviare verso il grande e magnifico Delta dell’Okavango.
Un breve volo si condurrà a Savute o a Moremi, zone del delta popolate da animali che si sono adattati all’acqua.

Se volete leggere un po’sull’Okavango, vi consiglio di leggere questo articolo della mia amica blogger e viaggiatrice Alessandra Laricchia: Come si è formato il Delta dell’Okavango

E il viaggio non può non concludersi con le cascate più famose del mondo, le Victoria Falls, maestoso esempio di come la Natura possa tutto, senza fermarsi davanti a niente.
Il periodo migliore per fare questo viaggio? Direi da Maggio a Luglio, quando i fiumi hanno la maggior portata di acqua, e la vita pullula ovunque.

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